Gli allievi mudansha del Sakitama Dojo


© = Sakitama Dojo; ® = Aikido Roma Nord

 

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ALLIEVI MUDANSHA - GRADI SUPERIORI

A questo livello cominciano i primi confronti con l'Io. L'allievo assume una gran parte di responsabilità in un rapporto sano insegnante-allievo. Deve imparare a superare, con sforzi interiori, la svogliatezza, la ribellione e la vigliaccheria e, nell'esercitare l'autosuperamento, ricercare sempre il giusto atteggiamento. Le esigenze tecniche di questo livello sono particolarmente numerose ma modeste. Sono il lato più visibile dell'arte marziale che ognuno, anche senza una particolare conoscenza della Via, può apprendere. In questo campo le basi del movimento e tutte le caratteristiche esteriori visibili delle tecniche vengono dettagliatamente scomposte e praticate.

A questo livello non ci può essere una vera comprensione della tecnica. Solo quando l'atteggiamento interiore si libera dalle costrizioni dell'Io, quando l'allievo ha vinto i sentimenti egoistici quali l'orgoglio, l'aver ragione, il pretenfere e simili, è stato raggiunto il punto in cui ha luogo il nuovo inizio. Qui comincia la vera via del Budo.

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©® Luisa Caporali - 1° kyu (2011)

...perché Aikido è la via dell'armonia.

© Jury Francia - 1° kyu (2011)

合氣道 "Percorso che conduce all'unione ed all'armonia con l'energia vitale e lo spirito dell'Universo"

© Mario Paolucci - 1° kyu (2007)
Il mio primo impatto con l'Aikido, quando diversi anni fa un amico mi portò a vedere un'esibizione, fu di immediata ammirazione, soprattutto per il contatto leggero ma continuo con il terreno - questa impressione
di rotolare. Avendo poi provato, ho scoperto il gusto dell'allenamento, della maggiore elasticità, ma soprattutto la sorpresa del piacere trovato proprio nell'imparare a cadere.

 

© Michele Garofalo - 1° kyu (2011)
La filosofia Zen si inserisce nella storia di un Giappone allo stato nascente, in uno dei periodi più oscuri del suo popolo; portava ad una matura metamorfosi delle tradizioni belliche dei “Signori della Guerra” sino al fiorire di una Civiltà ancora oggi fonte di stupore e attrazione da parte dell’Occidente.
Attraverso l’Aikido i “combattenti“ dell’Era Moderna sono ammaliati dal richiamo della perenne battaglia interiore contro le paure più recondite degli anfratti oscuri dell’anima.
© Mirco De Simone
1° kyu (2012)
© Gabriele Bonelli
1° kyu (2012)
© Andrea Zannolfi
2° kyu (2010)
© Silvia D'Antoni
2° kyu (2012)

© Massimo Di Tosto - 2° kyu (2010)
"La felicità è reale solo quando è condivisa"... e l'Aikido per me è l'essenza della condivisione
©® Maribel Battaglia - 3° kyu (2011)
合氣道 (ai-ki-do) significa quindi innanzi tutto: «Disciplina che conduce all'unione ed all'armonia con l'energia vitale e lo spirito dell'Universo».
Se tutti applicassero l'AIKIDO nella vita di tutti i giorni (mia opinione) non esisterebbero più guerre...
© Francesco Crialesi - 3° kyu (2009)
Perché pratico l'Aikido mi rimane difficile descriverlo.
Forse perché non lo so!
Però mi affascina molto.
L'armonia dei movimenti, l'assenza di forza, la continua percezione dell'uke (o del tori), esattamente l'opposto di quello che ho fatto per quarantacinque anni!!

© Alessandro Scalercio
3° kyu (2004)
® Alberto Tranzocchi - 3° kyu (2012)
Una volta non sapevo nemmeno cosa fosse o che esistesse l'Aikido, poi un giorno l’ho scoperto; non ho iniziato subito la pratica interessandomene solo “teoricamente”. Poi il destino ha voluto che si aprisse un corso proprio sotto casa e ho capito che era un chiaro segnale per iniziarne anche la pratica. Cosa che ho fatto coinvolgendo anche mio figlio.  Oggi  posso dire che 2 volte a settimana ho un impegno al quale non rinuncio facilmente e questo è un altro segnale che mi induce a pensare che ho intrapreso una Via che percorrerò per molto tempo ancora.
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ALLIEVI MUDANSHA - GRADI INFERIORI
Gli allievi del livello inferiore esercitano per circa 3 anni il sistema tecnico di base. Parallelamente all'esercizio fisico inizia un processo sperimentale sul piano psichico. Le severe regole del Budo servono a sviluppare tale livello. I livelli inferiori sviluppano l'autodisciplina, la volontà, la pazienza, il giusto incontro con gli altri e la capacità di apprendimento. Senza questi importanti presupposti non si può accedere ai livelli superiori.
Questo primo livello del Budo è la base di ogni ulteriore sviluppo. Esso insegna le "Vie basse" sulle quali si impara dapprima a servire, a sacrificarsi, a sopportare. Molti evitano questa esperienza e tentano di apprendere la tecnica senza il giusto atteggiamento, ma così si indeboliscono e al primo ostacolo essi naufragano.


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® Alex Sultana
4° kyu (2012)
® Alessandro Tranzocchi
5° kyu (2011)
® Riccardo Dominici
4° kyu (2012)
® Alessandra Di Stefano
4° kyu (2012)

® Mauro Magrini
5° kyu (2012)

© Valentina Vitto
5° (2012)

© Giorgio Persi
5° kyu (2012)

® Alessia Fracassi
5° kyu (2012)
© Teodora Merloi
5° kyu (2012)
© Luigi Staiti
5° kyu (2012)
© Roberta Cosentino
5° kyu (2012)

© Benedetta Fanciulli
5° kyu (2012)

© Alina Danchenko
5° kyu (2012)

ALLIEVI MUDANSHA - PRINCIPIANTI
Il giusto spirito del principiante è la chiave alla comprensione delle arti marziali e i livelli kyu si occupano di raggiungerlo. Possedere lo spirito del principiante significa concedere il vero apprendimento, cercando sapere ed esperienza. Il bianco del keikogi è il simbolo della purezza dello spirito del principiante: è puro, semplice e vuoto. Deve ricordare all'allievo di conoscersi sempre nuovamente e non accontentarsi di ciò che ha appreso. Questo spirito rimane, anche nei livelli maggiori, di straordinaria importanza. lo spirito degli avanzati non subentra a quello dei principianti, bensì lo forma. Se il praticante lo dovesse perdere, non potrebbe più imparare. un detto giapponese recita: "Nello spirito dei principianti ci sono molte possibilità, nello spirito degli esperti ne esistono poche".

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® Riccardo Morucci
6° kyu (2010)

© Noemi Di Luca
Mukyu (2012)

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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