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Gli allievi Yudansha del Sakitama Dojo
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ALLIEVI YUDANSHA - IL GUERRIERO
Il primo grado Dan del Budo (Shodan) autorizza ad indossare la cintura nera ed è il primo grado dell'allievo sulla Via. Non deve essere confuso con la maestria nell'arte marziale. Shodan mostra che l'allievo padroneggia le basi tecniche e che ha ampliato il suo potenziale interiore, in modo tale che nel grado successivo potrà arrivare a sperimentare lo spirito del Budo. Qui comincia la Via.
Dan significa sia "rango" che "grado" ed indica i gradi dei Maestri di Budo. I gradi da 1 a 4 sono detti "Yudansha" o "gradi del guerriero", livello in cui si può diventare esperti della tecnica. Essi imparano le stesse tecniche che hanno formalmente padroneggiato nei gradi kyu, ora da capire da un punto di vista più alto. Allo stesso tempo si trovano per la prima volta in un rapporto autentico di insegnante-allievo, nel quale essi devono accettare una sfida cortese rispetto all'insegnamento della Via per compiere progressi.
Il praticante entra nel livello del guerriero quando inizia anche a soddisfare presupposti come la già perfezionata tecnica di base ed il giusto atteggiamento interiore.
Senza la perfezione di entrambi questi requisiti non si possono raggiungere i livelli più alti nel Budo.
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P asquale Robustini - 2° dan (Nidan, Allievo all'inizio della Via) (2010) Il fascino di quest'arte marziale sta nel fatto che le tecniche che studiamo derivano da quelle usate in combattimento dagli antichi samurai, ma liberate dalla potenzialità di causare danni a chi le subisce, in modo da creare invece benessere fisico e mentale: si impara a cadere e rialzarsi, a cedere quando ce n'è bisogno, a prendersi la responsabilità dell'incolumità del partner e ad affidargli la propria, quindi a dare e ricevere fiducia e sicurezza. L'Aikido è energia in movimento, ci mette in confronto con noi stessi in modo da migliorarci come persone, anche e soprattutto fuori dal dojo.
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Giovanni Conti - 1° dan (Shodan, Colui che cerca la via) (2011) La pratica di quest’arte, se eseguita con impegno e concentrazione, consente veramente di mettere in armonia mente e corpo. La “forza interiore” fluisce con gentilezza e viene trasmessa in maniera positiva. A volte nel proprio dojo o durante uno stage si puo’ percepire questa energia diffusa e si avverte una sensazione di pace. E pensare che l’ Aikido deriva da antiche arti marziali! Per questo ci si inchina davanti alla foto del fondatore. Il viaggio che ho intrapreso per migliorare me stesso passa sicuramente per l’Aikido. |
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E manuele Pace - 1° dan (Shodan, Colui che cerca la via) (2010) |
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V incenzo de Toma - 1° dan (Shodan, Colui che cerca la via) (2010)
Ci ho messo tanto per capire cos'è per me l'Aikido... sicuramente lo si capisce meglio man mano che si pratica. La prima sera d'allenamento con l'hakama non la dimenticherò mai... al di là del fomento che sale quando ci si vede diversi e "vestiti" per la prima volta, sono riuscito a capire che l'aikido per me è un momento sostanzialmente di ricerca: mentre pratico cerco me stesso, cerco di conoscere meglio anche l'uke, e cerco la conoscenza di me stesso facendo da uke... L'aikido è un momento in cui tutte le altre cose che non rientrano in questo termine vengono lasciate fuori dal tatami... e dopo l'ora e mezza di pratica ci aspettano lì fuori puntuali... purtroppo... ma questa disciplina aiuta anche a vedere e capire meglio il "mondo che ci aspetta lì fuori" e, perché no, anche ad accettare di perdere.
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L uca Miozzi - 1° dan (Shodan, Colui che cerca la via) (2010) In principio mi avvicinai all'Aikido per semplice curiosità. I movimenti fluidi, le leve articolari, la morbidezza, la sicurezza di quei praticanti che potevo osservare solamente in terza persona e non dal vivo mi destarono profondo interesse. Cominciai ad indagare più a fondo e scoprii che quei movimenti nascevano da una disciplina e da una spiritualità che vantavano concetti concreti, ben ponderati, che la società moderna difficilmente fa propri: l'armonia, la sintonia, la fiducia reciproca, il lasciarsi andare, la morbidezza, l'assecondare... Posso affermare con sincerità che prima di cominciare a praticare l'Aikido, molti di questi elementi, vedi la fiducia, il lasciarsi andare e, più di tutti, la morbidezza, erano a me quasi estranei. Una volta scoperto l'Aikido non si lascia mai, proprio come non si lascia mai il proprio essere. |
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Gabriele Ridolfi - 1° dan (Shodan, Colui che cerca la via) (2010) Pratico l'aikido ogni volta che posso perchè è stata una scoperta sorprendente.... Praticando si ha la sensazione (difficile da spiegare...) che improvvisamente hai riaperto un canale profondo e antico tra mente e corpo capace di darti sensazioni forse dimenticate... Quello che cerco è l'equilibrio e l'Aikido è la forma d'arte che più rappresenta questa ricerca...
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